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Dopo avervi parlato di come si cerca una raccomandata che abbiamo spedito o che stiamo aspettando, oggi cambiamo decisamente argomento. Per poter andare in Australia, anche se per un periodo massimo di tre mesi, è necessario ottenere un visto per l'Australia con una procedura che può ormai essere tranquillamente realizzata on-line. Più complessa è la situazione nel caso in cui il soggetto richiedente abbia dei precedenti penali. In questo caso, all'atto della richiesta, sarà obbligatorio indicare il reato commesso e, solo dopo l'invio della domanda, saranno le Autorità Australiane a dare un giudizio positivo o negativo.

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Queste potrebbero anche chiedere delle informazioni e documentazioni aggiuntive, come per esempio la trascrizione da parte del Tribunale o delle Autorità Giudiziarie dell'avvenuto sconto della pena. La procedura non è però ancora conclusa perché, se anche il soggetto riuscisse a partire, potrebbe essere fermato al momento dello sbarco dove gli agenti di immigrazione potrebbero fermarlo per ulteriori controlli e un colloquio personale. Tutte le informazioni necessarie possono essere ritrovate sul sito Visto-Australia.it.

Tipologie di visto

In Australia, esistono diverse tipologie di visti che consentono di lavorare legalmente nel paese. Uno dei più comuni è il visto di lavoro temporaneo, noto come subclass 457, che consente ai datori di lavoro australiani di assumere lavoratori stranieri per periodi fino a quattro anni. Un'altra opzione è il visto per lavoratori qualificati, come l'Independent Skilled Visa (subclass 189), che permette ai professionisti altamente qualificati di lavorare in Australia in modo permanente senza sponsorizzazione di un datore di lavoro.

Requisiti e procedure di richiesta

Per ottenere un visto di lavoro in Australia, è necessario soddisfare determinati requisiti. Questi possono variare a seconda del tipo di visto che si desidera ottenere e delle proprie qualifiche professionali. In generale, i requisiti comuni includono una buona conoscenza della lingua inglese, competenze specifiche richieste dal settore in cui si intende lavorare e l'ottenimento di una valutazione positiva delle proprie qualifiche da parte dell'autorità competente. Inoltre, è fondamentale presentare una richiesta completa e accurata, fornendo tutte le informazioni richieste e documenti comprovanti la propria esperienza e competenze.

Procedure per l'employer sponsorship

Se si intende lavorare in Australia tramite il visto di lavoro temporaneo (subclass 457), è necessario che un datore di lavoro australiano sponsorizzi la propria candidatura. L'azienda dovrà dimostrare di non essere in grado di trovare un candidato adatto tra i cittadini australiani e di avere un reale bisogno di assumere un lavoratore straniero. Sarà inoltre necessario presentare una serie di documenti, tra cui l'offerta di lavoro, il contratto di sponsorizzazione e la certificazione del lavoro da parte dell'azienda. Una volta ottenuta l'approvazione del datore di lavoro, sarà possibile procedere con la richiesta del visto presso le autorità competenti.

Il visto per l'Australia ETA

Si tratta di un visto per l'Australia turistico ed elettronico che può essere richiesto autonomamente on-line oppure presso le compagnie aeree o le agenzie di viaggio. Per richiederlo il passaporto deve avere una validità residua di almeno sei mesi in quanto viene associato proprio al numero di questo documento. Lo possono richiedere tutti i cittadini dei paesi aderenti al programma ETA (e l'Italia ne fa parte) e ha durata di un anno, ma permette la permanenza in Australia solo per un massimo di tre mesi, anche come somma di più viaggi nel tempo. L'importante è iniziare l'iter di richiesta almeno due settimane prima della partenza. Con questa tipologia di visto per l'Australia è possibile recarsi in qualsiasi città australiana per motivi turisti, per far visita ad amici o parenti, per motivi medici, culturali (si può studiare, ma solo per corsi di breve periodo) o sportivi e per viaggi commerciali (ma non si pu&o grave; lavorare). Non è assolutamente concessa, infatti, nessuna attività lavorativa remunerata.

Molte persone utilizzano questa tipologia di visto per l'Australia per fare un primo viaggio "di prova", per poi decidere, ad esempio, se intraprendere in seguito un lungo periodo di studi o una carriera lavorativa, ma in questo caso si dovrà poi richiedere un differente permesso di ingresso e soggiorno.

L'ETA non è però sufficiente per l'ingresso

Avere l'autorizzazione del visto per l'Australia ETA garantisce però al viaggiatore solo di salire sull'aereo e arrivare in Australia, ma non di avere accesso al paese. Una volta arrivati lì, infatti, direttamente all'aeroporto, il soggetto dovrà svolgere una serie di procedure di riconoscimento e controllo doganale da parte di un ufficiale doganale che passerà al vaglio tutta la documentazione e le attestazioni consegnate al momento della richiesta di ottenimento del visto per l'Australia, la carta del passeggero che viene redatta durante il volo e la corrispondenza di tutta una serie di requisiti. Solo allora potrà dare una risposta definitiva all'ingresso o meno dello straniero in Australia. E' importante, poi, ricordare che se anche una sola delle informazioni presenti sul passaporto per qualsiasi motivo dovesse cambiare, anche se si è già in possesso di un visto per l'Australia ETA, è obbligatorio effettuare una nuova richiesta pro prio perché verrebbe meno la corrispondenza tra il visto per l'Australia e il numero del documento.

Quali controlli riceve chi ha il visto per l'Australia ETA?

Come molti sanno anche grazie al noto programma televisivo Airport Security, ambientato nel principale aeroporto italiano, per accedere in Australia, ci sono dei controlli molto severi, soprattutto per chi si presenta con un visto per l'Australia ETA e quindi dichiara già al suo arrivo di avere dei precedenti penali ormai risolti, secondo la giurisdizione a cui provengono.

I controlli effettuati dalle forze dell’ordine una volta giunti a destinazione sono molto severi e spesso invasivi, in quanto la politica di questo paese per quanto riguarda l’accoglienza e l’immigrazione, è piuttosto restrittiva.

Se una persona dovesse presentarsi in Australia con un visto per l'Australia ETA sarebbe sicuramente sottoposta a dei rigidi controlli che prevedono anche il controllo del cellulare.

È obbligatorio concedere l’accesso al proprio cellulare?

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Secondo le leggi australiane, gli agenti di polizia sono tenuti a richiedere il controllo del cellulare soltanto in casi di forte sospetto. Parliamo quindi del caso in cui si trovino davanti un soggetto arrivato nel paese tramite il visto per l'Australia ETA. In questa situazione, nella maggior parte dei casi, viene richiesto al migrante di mostrare il contenuto dei propri messaggi e del proprio dispositivo cellulare.

Non si è costretti ad accettare, ma nella maggior parte dei casi, se le autorità non hanno conferma della vostra innocenza vi negheranno l’entrata in paese.

In conclusione, possiamo dire che l’Australia è sicuramente uno dei luoghi a cui è più difficile accedere, soprattutto se si hanno dei precedenti penali. Il nostro consiglio è quello di agire con maggiore trasparenza possibile una volta giunti ai controlli. In questo modo i sospetti su di voi decadranno e avrete il libero accesso a questo splendido paese.

La prassi in caso di precedenti penali

Nella compilazione del modulo di domanda del visto ETA per l’Australia occorre indicare oltre i requisiti standard anche eventuali condizioni di carattere penale. In caso di precedenti penali è obbligatorio dichiarare i reati e dimostrare lo stato della fedina penale.

Che sia una richiesta di visto per turismo o business, la concessione spetta esclusivamente alle Autorità Australiane e l’esito non è scontato. L’idoneità al visto, infatti, è discrezionale e spetta agli ufficiali dell’immigrazione governativi. È possibile che anche dopo la richiesta online vengano richiesti documenti aggiuntivi e nel caso di precedenti penali, in particolare, la trascrizione del tribunale o delle autorità di polizia che certifichino che la pena sia stata regolarmente compiuta secondo sentenza.

Anche nel caso in cui il visto per una persona con precedenti penali sia accordato, non è garanzia di ingresso nel paese. È probabile che il richiedente venga intercettato dalle autorità di frontiera e invitato a ulteriori controlli e sottoposto a un colloquio personale, al termine del quale gli agenti dell’immigrazione emetteranno il parere positivo o negativo.

L’iter per chi ha precedenti penali è individuale e ad personam: viene indagata la vita personale del richiedente. In ogni caso, è bene non indicare mai il falso o omettere informazioni nella compilazione del modulo di richiesta del visto australiano. I reati devono essere elencati correttamente perché a un eventuale richiesta dello storico penale da parte delle Autorità Australiane è necessario che la citazione del o dei reati sia coincidente. L’omissione deliberata dei reati è a sua volta passabile di denuncia penale.

Se la richiesta di visto verso l’Australia viene rifiutata in via telematica, non sarà possibile ripetere la procedura inoltrando una nuova richiesta, bensì occorrerà rivolgersi agli uffici dell’Ambasciata o dei consolati australiani in Italia.

FAQ

Il visto per l’Australia è obbligatorio?

Sì. Tutti i cittadini non australiani sono obbligati a munirsi di visto per l’ingresso nel paese. Solo i possessori di un passaporto neozelandese possono richiedere il visto nel paese stesso, tutti gli altri e indipendentemente dall’età devono richiedere il visto prima della partenza. I visti di ingresso sono di diversi tipi a seconda dell’utilizzo (turismo, business, lavoro)

Come si richiede un visto turistico per l’Australia?

Le procedure variano a seconda del visto.  Il visto ETA (Electronic Travel Authority – sottoclasse 601) si richiede esclusivamente tramite APP. Gli altri visti turistici possono essere richiesti online creando l’apposito account ImmiAccount e seguendo la procedura online. È importante avviare la richiesta in largo anticipo anche se online per dare il tempo necessario all’elaborazione dei dati. Potrebbero essere richiesti, in corso di valutazione, altri documenti.

Se le autorità ritengono il richiedente idoneo al visto, si riceve una notifica scritta con l’approvazione del visto che sarà collegato digitalmente al passaporto.

È possibile estendere la durata del visto turistico?

Se al momento della richiesta di estensione ci si trova in Australia e si possiede un visto turistico ETA sottoclasse 601, è possibile estendere la durata della permanenza con un altro visto turistico (sottoclasse 600. Ma se si è ottenuto un eVisitor (visto elettronico della sottoclasse 651) non sarà possibile estendere la durata.

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Autore: Avvocato Giacomo Locopo

Immagine di Giacomo Locopo

Nato a Catania il 25 febbraio 1970, l'avvocato ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l'illustre Università degli Studi La Sapienza di Roma. Attualmente, è iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati nella città di Palmi, dove esercita la professione legale con competenza e dedizione.